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Il satellite Callisto
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Didascalia: Callisto è la più esterna delle quattro grandi lune galileiane di Giove e la terza più grande dell’intero sistema solare, superata solo da Ganimede e da Titano, la luna di Saturno. Orbita attorno a Giove a una distanza media di circa 1,9 milioni di chilometri, all’incirca sei volte la distanza tra la Terra e la Luna.
Con un diametro di quasi 5.000 chilometri, è grande quasi quanto Mercurio, il pianeta più piccolo del nostro sistema solare, ma ha solo un terzo della sua massa poiché è composto in parti approssimativamente uguali da roccia e ghiaccio.
Callisto orbita attorno a Giove con una rotazione sincrona, mostrando sempre lo stesso lato al pianeta. A differenza degli altri tre satelliti galileiani – Io, Europa e Ganimede – non si trova in risonanza orbitale a causa della sua posizione più esterna e non subisce quindi un riscaldamento mareale apprezzabile. Non mostra alcun segno di tettonica a placche o di attività vulcanica. L’assenza di processi geologici fa sì che le caratteristiche superficiali, come i crateri, rimangano immutate per miliardi di anni. Si ritiene che si sia evoluto prevalentemente sotto l’influenza degli impatti, poiché la sua superficie è quella più antica e più craterizzata dell’intero sistema solare. Infatti, è talmente ricoperta di crateri che qualsiasi nuovo impatto probabilmente ne cancellerà uno precedente.
La struttura interna di Callisto è ancora oggetto di discussione; potrebbe consistere in un profondo oceano salato. Si ritiene che sia composta principalmente da una miscela di ghiaccio e roccia, presenti in vari stati negli strati interni della luna. Callisto ospita un’atmosfera molto rarefatta, composta principalmente da anidride carbonica e alcune tracce di ossigeno. La luna è stata studiata da numerose sonde spaziali, come le missioni Pioneer e Voyager e l’orbiter Galileo, e sarà oggetto di ulteriori esplorazioni da parte della NASA, dell’ESA e dell’Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA).
Crediti: NASA/JPL/DLR
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Termini del Glossario:
Satelliti galileiani , Lune
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Arco della Via Lattea sul deserto di Lut, Iran, di Amirreza Kamkar, Repubblica Islamica dell'Itan
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creato per OAE
Didascalia: Secondo posto al concorso di astrofotografia IAU OAE 2021, categoria "Campi stellari estesi".
Questa immagine panoramica dell'alba mostra la maestosa fascia della Via Lattea - la Galassia in cui ci troviamo - composta da alcune centinaia di miliardi di stelle e da varie altre strutture, la maggior parte delle quali non possono essere percepite dall'occhio umano, e talvolta neanche direttamente dai telescopi. La Via Lattea assume l'aspetto di una fascia perché si tratta di una galassia a forma di disco, e noi (Terra e Sistema Solare) ci troviamo al suo interno.
Diverse culture e tradizioni in tutto il mondo hanno un proprio nome per la Via Lattea e i propri miti a riguardo. Le regioni scure visibili nella Via Lattea sono costituite da grandi, dense e fredde nebulose (nubi di polvere e gas), che oscurano la luce delle stelle della Galassia. Gli indigeni australiani associano diverse storie alle macchie scure della Via Lattea; una delle più importanti è quella dell'Emù nel cielo (chiamato Tchingal nella terra dei Wotjobaluk). All'interno e in prossimità della fascia della Via Lattea si trovano numerosi ammassi stellari, due dei quali sono molto conosciuti: M6 (l'Ammasso Farfalla) e M7 (l'Ammasso di Tolomeo).
Il punto luminoso appena sopra l'orizzonte è il pianeta Venere (conosciuto dalle popolazioni Boorong dell'Australia aborigena come Chargee Gnowee, sorella maggiore del Sole). Il punto più luminoso dell'immagine, all'interno della fascia della Via Lattea, è il pianeta Giove (chiamato Ginabongbearp, il cacatua bianco dalla cresta di zolfo, dai Boorong). Il pianeta Saturno è il punto luminoso situato tra Giove e Venere, leggermente più vicino a quest'ultimo.
Due costellazioni e un asterismo sono facilmente distinguibili nell'immagine: Aquila, Scorpione (Gancio di Maui) e Teiera (asterismo nel Sagittario). In questa immagine il centro della Via Lattea, la cui distanza dalla Terra è di circa 26.000 anni luce, si trova approssimativamente in alto a destra rispetto al beccuccio della Teiera.
Il punto luminoso rosso-arancio alla destra di Giove è la stella supergigante rossa Antares, che fa parte della costellazione dello Scorpione (nota come Gancio di Maui nella cultura Māori e in quelle polinesiane). La differenza di colore delle stelle è il risultato della loro temperatura superficiale (le stelle di bassa temperatura sono più rosse, quelle di alta temperatura sono più blu).
Crediti: Amirreza Kamkar/IAU OAU
Termini del Glossario:
Via Lattea , Nube di polvere
Categorie:
Via Lattea e Mezzo Interstellare
, Astronomia ad occhio nudo
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Osservatori cileni in sede, di Robert Barsa,
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creato per OAE
Didascalia: Terzo posto al concorso di astrofotografia IAU OAE 2021, categoria Campi stellari ampi.
Questa ricca immagine panoramica mostra una serie di costellazioni, oggetti del cielo profondo e pianeti. Il punto di luce più luminoso con una pallida tonalità rossastra (a sinistra del centro) è il pianeta Marte. In basso all'estrema sinistra dell'immagine, appena sopra il tetto spiovente dell'edificio, si trovano due punti luminosi molto vicini tra loro: si tratta dei pianeti Giove (più luminoso) e Saturno. All'estrema destra dell'immagine, i due oggetti sfocati simili a nuvole sono la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Si tratta di galassie nane satelliti della Via Lattea situate rispettivamente a una distanza di circa 160.000 e 200.000 anni luce. La Galassia di Andromeda, che si trova a una distanza approssimativa di 2,5 milioni di anni luce, appare in questa immagine come una piccola macchia inclinata tra Marte e il bagliore più luminoso all'orizzonte (più vicino all'orizzonte). Il bagliore luminoso non proviene dal Sole o dalla Luna, ma dalle luci della città di San Pedro de Atacama.
Le costellazioni più importanti sono: Orione - identificata dalle tre stelle che formano la Cintura di Orione; Toro - un piccolo insieme di stelle a forma di triangolo a sinistra di Orione e identificata dalla stella arancione pallido (Aldebaran) al vertice del triangolo; Cane Maggiore - in basso a destra di Orione, identificata dalla stella luminosa Sirio (la stella più brillante del cielo notturno) e da tre stelle a forma di triangolo appena sopra la cupola dell'osservatorio in primo piano; Pegaso - identificata dalla forma di trapezio in diagonale sotto Marte. Altre costellazioni sono Andromeda, Perseo e Ariete. Diverse culture in tutto il mondo hanno nomi propri e storie ricche associate a queste costellazioni e a molte altre.
In alto a destra della Cintura di Orione si trova una linea angolata di stelle (la Spada di Orione) all'interno della quale si trova una macchia rosata (che sembra una stella sfocata se osservata a occhio nudo) che è la Nebulosa di Orione, una nursery stellare situata a 1500 anni luce dalla Terra, dove si formano le stelle. A sinistra del Toro si trova una macchia compatta e sfocata: è l'ammasso stellare delle Pleiadi. La variazione di colore delle stelle è il risultato della loro temperatura; ad esempio, la stella rosso-arancio in basso a sinistra della Cintura di Orione è la stella gigante rossa Betelgeuse. Le stelle più fredde appaiono più rosse, rispetto a quelle bianche e bluastre a temperatura più elevata. I colori dell'immagine sono esaltati dalla maggiore sensibilità della fotocamera digitale rispetto all'occhio umano.
Crediti: Robert Barsa/IAU OAE
Termini del Glossario:
Ariete , Astronomia , Osservatorio
Categorie:
Astronomia ad occhio nudo
, Telescopi, Strumentazione e Osservatori
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