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Termine del Glossario Antimateria

Descrizione All'inizio del XX secolo, i fisici teorici si resero conto che per ogni tipo di particella doveva esistere un corrispondente tipo di antiparticella: una particella con la stessa massa, ma con proprietà completamente opposte, in particolare con carica elettrica opposta. Qualche anno dopo fu scoperta l'antiparticella dell'elettrone: il "positrone" ha la stessa massa dell'elettrone, ma carica elettrica opposta. Per alcune particelle neutre, come il fotone, l'antiparticella è uguale alla particella. Quando la particella e la corrispondente antiparticella si incontrano, possono annientarsi formando fotoni. Il nostro Universo sembra essere fatto principalmente di materia, non di antimateria costituita da antiparticelle. I dettagli di come ciò sia avvenuto sono oggetto di ricerche in corso.

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Immagine di camera a nebbia che mostra una traccia di positrone scura e curva dal basso verso l'alto, che attraversa una lastra di piombo orizzontale

La scoperta del positrone

Didascalia: Questa fotografia storica mostra la traccia di un positrone che attraversa una camera a nebbia dal basso verso l’alto. Quando una particella carica attraversa una camera a nebbia, lascia dietro di sé una scia di condensazione che ne rende visibile il percorso. Le camere a nebbia sono solitamente dotate di campi magnetici. Questi curvano il percorso della particella carica e la curvatura del percorso fornisce ulteriori informazioni sulle proprietà della particella. Qui vediamo il primo positrone (l’antiparticella dell’elettrone). Una spessa banda orizzontale al centro è una lastra di piombo presente nella camera a nebbia che ha rallentato la particella, facendo sì che il percorso del positrone si curvi più bruscamente dopo aver attraversato la lastra. Questa immagine, scattata nel 1932, ha fornito la prima chiara prova visiva dell’esistenza del positrone. La scoperta del positrone ha confermato l’esistenza dell’antimateria e ha aperto un importante campo di ricerca nella fisica moderna.
Crediti: Carl D. Anderson link ai crediti

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