Termine del Glossario Spettro visibile
Descrizione La radiazione elettromagnetica con lunghezza d'onda compresa tra circa 380 e 750 nanometri è percepibile all'occhio umano ed è chiamata spettro visibile. Quando la radiazione elettromagnetica viene suddivisa in uno spettro, i diversi tipi di radiazione si ordinano in base alla lunghezza d'onda e si mappa la quantità di radiazione che ci raggiunge in ciascuna regione di lunghezza d'onda. La parte dello spettro compresa tra 380 e 750 nanometri è lo spettro visibile. Qui, dalla lunghezza d'onda più corta a quella più lunga, troviamo la luce viola, indaco, blu, verde, gialla, arancione e rossa, disposta in modo continuo. Sono i colori dell'arcobaleno, che è il modo in cui la natura produce una tale composizione spettrale, quando la luce del Sole viene rifratta all'interno di piccole gocce d'acqua.
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In Altre Lingue
- Arabo: الطيف المرئي
- Tedesco: Sichtbares Spektrum
- Inglese: Visible Spectrum
- Spagnolo: Espectro visible
- Francese: Spectre visible
- Brasiliano Portoghese: Espectro visível
- Cinese semplificato: 可见光谱
- Cinese tradizionale: 可見光譜
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I pilastri della creazione a confronto
Didascalia: I "Pilastri della Creazione" sono una famosa struttura astronomica situata all'interno della Nebulosa dell'Aquila, nella costellazione del Serpente. L'illustrazione fornisce un confronto diretto tra le immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble (HST) e dal telescopio spaziale James Webb (JWST), mostrando i pilastri, che hanno un diametro di diversi anni luce, sia in luce visibile (nota anche come luce ottica) che in luce infrarossa. A sinistra, i pilastri visti da Hubble in luce visiva, ripresi nel 2014. I pilastri sono scuri su uno sfondo opaco, con solo una manciata di stelle visibili. La controparte a destra è invece la vista di Webb nel vicino infrarosso, pubblicata nel 2022, che penetra la polvere e rivela numerose stelle di varie dimensioni.
La loro distanza dalla Terra è di circa 6.500-7.000 anni luce. All'interno di questi pilastri si formano costantemente nuove stelle, che sono oggetto di studio approfondito da parte degli astronomi. Composte per lo più da idrogeno molecolare freddo e da piccole quantità di polvere interstellare, i pilastri sono soggetti all'erosione da parte dell'intensa radiazione ultravioletta emessa dalle vicine stelle massicce e neonate, un processo noto come fotoevaporazione.
Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI
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License: CC-BY-2.0 Creative Commons Attribuzione 2.0 Generico icone
Linee di assorbimento solare
Didascalia: Questo è uno spettro ad alta risoluzione della luce proveniente dal nostro Sole che mostra la regione visibile dello spettro elettromagnetico. Le righe di assorbimento sono chiaramente visibili come sottili bande nere. La visualizzazione qui riportata è stata creata per riprodurre un cosiddetto spettro echelle, con la lunghezza d’onda che aumenta da sinistra a destra lungo ciascuna striscia e dal basso verso l’alto. Ciascuna delle 50 strisce orizzontali copre 6 nanometri, per uno spettro completo che abbraccia l’intervallo visibile da 400 a 700 nanometri.
Questo spettro è stato ricavato da un atlante digitale ottenuto con lo spettrometro a trasformata di Fourier presso la McMath-Pierce Solar Facility del National Solar Observatory a Kitt Peak, vicino a Tucson, in Arizona («Solar Flux Atlas from 296 to 1300 nm» di Robert L. Kurucz, Ingemar Furenlid, James Brault e Larry Testerman: National Solar Observatory Atlas n. 1, giugno 1984).
Nota: i dati FTS dell’NSO/Kitt Peak qui utilizzati sono stati prodotti dalla NSF/NOAO.
Crediti: N.A. Sharp/KPNO/NOIRLab/NSO/NSF/AURA
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License: CC-BY-4.0 Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale (CC BY 4.0) icone
Dispersione della luce da parte di un prisma triangolare
Didascalia: Questa fotografia mostra un prisma che scompone un raggio di luce bianca nei colori che lo compongono: una splendida dimostrazione di ottica, la branca della fisica che studia il comportamento della luce e la sua interazione con i materiali. Quando la luce bianca entra nel prisma, le diverse lunghezze d’onda (colori) subiscono deviazioni di entità diversa a causa di un processo chiamato rifrazione. Questa separazione dei colori produce uno spettro — simile a un arcobaleno — che rivela come la luce bianca sia in realtà costituita da molti colori combinati che vanno dal blu, passando per il verde e il giallo, fino al rosso.
La comprensione dell’ottica aiuta scienziati e ingegneri a progettare lenti, microscopi, telescopi, fotocamere e molti altri strumenti che modellano e controllano la luce per usi pratici. Il modo in cui il prisma disperde la luce in uno spettro è lo stesso principio che fa formarsi gli arcobaleni nel cielo quando la luce del sole attraversa le gocce di pioggia.
Crediti: Kelvinsong
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