Grande Idea 1 - L’astronomia è una delle scienze più antiche nella storia

1.1

La comprensione del cielo e dei movimenti del Sole e dei pianeti fu uno dei primi tentativi di capire il mondo naturale

Le prime testimonianze di osservazioni astronomiche sono rappresentate da disegni e oggetti realizzati da uomini preistorici che documentavano ciò che osservavano nel cielo. Presso le antiche civiltà, l’astronomia era legata a credenze religiose e mitologiche. I fenomeni astronomici erano usati per misurare il tempo e stilare calendari, permettendo a queste culture di pianificare eventi quotidiani o stagionali.

1.2

Le prime civiltà immaginarono figure che collegassero le stelle nel cielo notturno

Le figure visibili nel cielo notturno, formate collegando idealmente le stelle con linee immaginarie, sono dette costellazioni. Le prime costellazioni furono definite già dalle civiltà più antiche. Questi gruppi di stelle, facilmente riconoscibili, vennero spesso associati a racconti mitologici di antiche civiltà come i Greci, i Maya, i Nativi americani, i Cinesi. Nell’astronomia moderna le costellazioni sono regioni del cielo ben definite che includono e ridefiniscono sia le costellazioni antiche sia quelle definite tra il quindicesimo e il diciottesimo secolo. Alcune civiltà, come gli indigeni australiani e le popolazioni native del Sud America, identificarono alcune figure celesti anche nei profili scuri visibili nella Via Lattea.

1.3

L’astronomia ha ispirato l’arte ed è rappresentata nella cultura di molte civiltà

Per secoli e secoli artisti, poeti, scrittori e molti pensatori rivoluzionari hanno usato il cielo notturno come ispirazione e/o come soggetto del proprio lavoro. Si trovano temi astronomici nei dipinti, nelle sculture, nella musica, nei film e nella letteratura. In queste opere sono stati rappresentati fenomeni celesti osservabili, per comunicare direttamente o indirettamente l’essenza, la bellezza e il mistero del cielo notturno. L’universalità dell’arte e il suo intimo collegamento con la cultura possono essere pertanto uno strumento efficace in grado di fare apprezzare a tutti non solo l’innata bellezza dei corpi e dei fenomeni celesti, ma anche le conoscenze che siamo stati capaci di acquisire finora su di essi. Tutto questo contribuisce a rendere l’astronomia di grandissimo interesse generale e agevola una concezione interculturale dell’umanità riassumibile nel concetto di “essere tutti sotto lo stesso cielo”.

1.4

L’astronomia ha fornito la capacità di misurare il tempo, fondamentale per l’agricoltura nell’antichità

Presso molte antiche civiltà, l’astronomia venne studiata proprio per aumentare l’accuratezza dei calendari agricoli. Per esempio, gli Egizi svilupparono un calendario basato sulle osservazioni della stella Sirio, usata per prevedere le piene annuali del fiume Nilo.

1.5

L’astronomia fu strumento importante per i navigatori del passato

Molte civiltà usarono la posizione degli astri e di altri oggetti celesti per orientarsi in terra e in mare. La navigazione astronomica è tuttora materia di insegnamento.

1.6

L’astronomia, basata sul metodo scientifico, è ben diversa dall’astrologia

Fino all’età pre-moderna, la distinzione tra astronomia e astrologia era vaga; oggigiorno, invece, astronomia e astrologia sono chiaramente distinte l’una dall’altra. L’astronomia è una scienza, l’astrologia no. L’astrologia fa uso delle posizioni degli oggetti celesti per predire eventi futuri. Tuttavia, numerosi studi di come funziona l’astrologia e delle sue presunte previsioni mostrano come sia priva di qualsiasi fondamen- to scientifico.

1.7

Per gli Antichi, con poche eccezioni, la Terra era al centro dell’universo

Gran parte delle culture ancestrali, con illustri eccezioni rappresentate da alcuni astronomi greci del III secolo a.C., erano convinti che la Terra si trovasse al centro dell’universo. Questa visione geocentrica ha prevalso per oltre duemila anni nelle culture europee e asiatiche fino alla cosiddetta Rivoluzione Copernicana avvenuta nel XVI secolo. Gli astronomi moderni hanno stabilito che l’universo non ha un centro specifico.

1.8

La rivoluzione copernicana, durata circa un secolo, sostituì la Terra con il Sole al centro del Sistema solare

Nel Sedicesimo secolo, Copernico avanzò prove a sostegno della teoria eliocentrica, secondo la quale il Sole si trova al centro dell’universo e la Terra gli orbita intorno. Benché al giorno d’oggi sia risaputo che il Sole non è al centro dell’universo, sappiamo che si trova al centro del Sistema solare. Nel suo tempo, la teoria eliocentrica copernicana fu rivoluzionaria, contribuendo allo sviluppo dell’astronomia moderna.

1.9

Più di 400 anni fa, gli astronomi effettuarono le prime osservazioni sistematiche nel campo dell’astronomia usando un telescopio

Nonostante non abbia inventato il telescopio, Galileo fu il primo a impiegarlo per scopi scientifici. I suoi miglioramenti del telescopio rifrattore lo portarono a scoperte famose come le fasi di Venere e le quattro lune maggiori di Giove, tuttora note come satelliti galileiani. Le sue scoperte fornirono prove inconfutabili a supporto della visione eliocentrica dell’universo.

1.10

Il pianeta Terra ha una forma approssimativamente sferica e nei secoli è stato rappresentato in diversi mod

All’interno di una propria rappresentazione dell’universo, antiche civiltà in diverse regioni del mondo hanno descritto la Terra talvolta come un piano o come un disco. Tuttavia l’idea che il nostro pianeta sia sferico non è una novità ma è un’idea millenaria che ha giocato un ruolo importante nella visione del mondo per molte civiltà, affermandosi negli ultimi mille anni come idea dominante. Esistono diversi metodi empirici per verificare che la Terra sia, in forma approssimata, una sfera (o in linguaggio tecnico, uno sferoide oblato). Sappiamo anche che uno dei primi metodi matematici di misura della dimensione della Terra venne sviluppato da Eratostene (III secolo a.C.) che misurò la circonferenza terrestre utilizzando la lunghezza delle ombre proiettate, alla stessa ora del giorno, da bastoncini identici conficcati perpendicolarmente nel terreno in alcune città dell’antico Egitto a diverse latitudini.